Il Welfare aziendale, seppur nato in momenti diversi e con caratteristiche distinte legate alla storia e alla cultura delle singole nazioni, ha subito, di recente, un forte incremento a causa della recessione globale che ha colpito l’Europa.

In Italia, si parla molto di investire in Welfare aziendale (ovvero nei benefit che le imprese erogano a sostegno dei propri dipendenti), specie in quest’ultimo decennio, segnato dalla crisi economica e dai tagli netti allo Stato sociale. Uno studio Ocse del 2013 sugli investimenti a livello europeo indicava che le prestazioni non obbligatorie erogate dalle imprese erano circa il 14% della spesa sociale complessiva in Gran Bretagna, il 7% in Francia e in Germania e solo il 2,1% in Italia. Il dato italiano, però, era già tendente alla crescita.

Partendo dalla considerazione generale che i diversi contesti nazionali, caratterizzati dai loro specifici sistemi di protezione, condizionano parecchio gli orientamenti delle aziende in termini di Welfare, entriamo nel dettaglio e spieghiamo cosa accade in alcuni stati europei.

FRANCIA

La Francia, così come l’Italia, ha subito gli effetti della crisi del Welfare statale e, per ovviare alla situazione, ha scelto un sistema di Welfare aziendale che punta su servizi quali l’assistenza sanitaria, le integrazioni previdenziali e la formazione professionale. Un esempio concreto d’iniziativa francese è l’OCIRP (Organisme commun des institutions de rente et de prévoyance), uno schema di Welfare privato bilaterale volto al sostegno, al reddito e alla formazione professionale, sotto forma di istituzione paritetica di previdenza privata collettiva.

OLANDA

Tra i paesi in cui, da anni, il Welfare aziendale ricopre una funzione davvero rilevante, c’è l’Olanda, dove la crisi del sistema sociale statale è stata, da subito, compensata con l’assistenza privata. Il fondo LCSS, attivo nei Paesi Bassi, permette ai lavoratori di “personalizzare il proprio orario di lavoro” accantonando una parte dello stipendio che potrà essere utilizzato nei periodi di aspettativa o congedo, altrimenti non retribuiti. Se non adoperato, al momento del pensionamento, il fondo potrà essere riversato in una pensione integrativa.

PAESI  SCANDINAVI

Situazione completamente diversa è quella in Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia, dove l’incidenza del Welfare aziendale continua a essere limitata ai soli aspetti di flessibilità del lavoro, perché lì il Welfare state funziona davvero bene e copre qualsiasi aspetto della vita di tutti i cittadini, senza distinzione alcuna.

In questo scenario, si colloca il Welfare aziendale italiano che sta proseguendo la sua ascesa grazie anche alle recenti modifiche apportate all’interno della Legge di Stabilità e alla diffusione della consapevolezza nelle aziende dei tanti vantaggi che derivano dallo sviluppo di piani di Welfare per i dipendenti.

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